Vassoio di ravioli

Ravioli senza glutine

Immaginate un settimana impegnativa. Immaginate una figlia di 4 anni con la febbre alta. Immaginate un marito che si ammala e per la prima volta si lamenta, giustamente. Immaginate che arrivi una ricotta di pecora da Amatrice, un regalo prezioso in un momento così. Ti risolleva la giornata e ti fa venire voglia di preparare qualcosa di elaborato e buono per le persone che ami. E allora ringrazio Petrucci, la sua ricotta dal sapore delicato e metto le mani in pasta. Perchè un dono tanto gradito ha bisogno di essere aprezzato. E se il giorno dopo è domenica, è proprio il caso di impastare. La pasta fresca, soto forma di ravioli, fettuccine o maccheroni, era il pranzo delle mie domeniche da nonna Rina. Si svegliava presto, con la sua vestaglia azzurra, colazione con caffè, latte e una fetta di pane e via a preparare l’impasto mentre noi eravamo ancora immersi in un mondo fatto di sogni. Dolci risvegli, colazioni col ripieno, era d’obbligo assaggiare, e tutti ad aiutare.

Tris di foto

I miei ravioli sono conditi con semplice burro e parmigiano, per dare risalto al sapore genuino del ripieno. Poi vi racconterò presto dei sughi speciali e pieni d’amore che mangiavo da bambina.

Ho provato a fare l’impasto con il mix di farine naturali di www.uncuoredifarinasenzaglutine.com.

Lo riposto per comodità: 125 g di farina di riso finissima*, 250 g di amido di mais*, 225 g di fecola di patate*, 10 g xantano puro, sale qb (io l’ho omesso).

Ingredienti:

Per la pasta:

3 uova

250 g di mix di farine naturalisenza glutine per pasta fresca*

Per la farcia:

650 g di bietoline fresche (il peso si riferisce al prodotto crudo)

5 cucchiai di ricotta di pecora

1 uovo

1 cucchiaio di parmigiano

sale qb

1/2 cucchiaino di noce moscata grattugiata

*gli ingredienti contrassegnati per essere consumati devono riportare la scritta senza glutine o la spiga barrata.

Preparazione:

La pasta preferisco prepararla la sera prima per farla riposare tutta la notte. Versate la farina sulla spianatoia e create una fontana, allargatela al centro e mettete le uova nel cratere. Con le mani sbattete le uova, o se preferite con una forchetta, e poco alla volta incorporate la farina. Dovete sentire l’impasto prendere forma, ma restare morbido. A me è avanzata un po’ di farina, non l’ho usata tutta per evitare che mi diventasse troppo duro. A questo punto ,maneggiatelo con energia e lavoratelo per almeno 5 minuti. Se dovesse attaccarsi alla spianatoia spolverate con poca farina. Formate una palla e copritela con un canovaccio pulito leggermente umido e a campana con una ciotola d’acciaio o una pentola. Lasciatela riposare l’intera notte. Mentre preparate l’impasto lessate la bieta e lasciatela a scolare dentro il frigorifero (io la metto in uno scolapasta dentro una ciotola dove rilascerà l’acqua in eccesso).

Cratere di farina con uova all'interno

La mattina seguente preparate il ripieno tagliando con le forbici la verdura, aggiungete la ricotta, il parmigiano, la noce moscata, l’uovo e il sale e amalgamate con una forchetta. Potete farlo con un mixer, ma personalmente mi piace sentire i pezzettini di verdura. A voi la scelta. Riprendete la pasta e stendetela con il matterello.

Per ricavarne dei ravioli: io faccio come mia nonna, con un cucchiaino metto delle palline di ripieno, distanziate tra loro di qualche centimetro, sulla pasta e poi con la fila di pasta sotto procedo alla chiusura. Per serrarli bene mi aiuto con i rebbi di una forchetta. Continuate così fino a esaurimento pasta. Poneteli su un canovaccio spolverato di farina in attesa di cuocerli. Lessateli in abbondante acqua salata. Intanto fate sciogliere del burro in una padella. Scolate i ravioli sulla spianatoia, metteteli sui piatti, spolverate di parmigiano e mettete un po’ di burro fuso.

Buon appetito, Giorgia.

Vassoio di ravioli

Note:
  • I ravioli mi fanno fare un tuffo nel passato. Mi piace farli a mano, di grandezze diverse, anche con gli avanzi di pasta. Non saranno bellissimi, ma sono fatti col cuore. Come li faceva mia nonna, ora lei ha 90 anni e io voglio tramandare alle mie bambine le tradizioni di famiglia.

 

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